Come definire il budget per Google AdWords


In fase di offerta per la gestione di una campagna PPC, una domanda costante è “quanto devo investire”?

In questa guida ti mostrerò come stimo rapidamente il budget per un prospect in modo da fornire al cliente non solo il costo agenzia ma anche un valore indicativo che dovrà pagare direttamente a Google (direttamente, si. Non faccio da tramite con scavalli vari come vedo fare spesso in giro).

E’ opportuno premettere che si parla di stime, è quasi impossibile prevedere con esattezza quanto il cliente andrà a spendere ma possiamo avvicinarci molto con alcuni calcoli che ti mostrerò qui di seguito. Prima di tutto dobbiamo ottenere alcune informazioni, le variabili che ci serviranno per i calcoli.

Le variabili che impattano sulla spesa giornaliera su AdWords sono:

Alcune di queste variabili saranno note e le otterremo da Google Keyword Planner (serve un account attivo). Altre variabili non saranno note all’inizio e non le utilizzeremo per il calcolo finale ma è importante sapere che impatteranno poi sulla spesa effettiva del cliente.

Come esempio farò una stima per le parole chiave di un rivenditore di diffusori Bose®.

Guida al posizionamento di Magento su Google


Dopo aver scritto la guida SEO per Prestashop e le linee guida SEO per un sito eCommerce multi lingua, non potevo ignorare Magento. Magento è considerata una delle piattaforme di eCommerce più impegnative dal punto di vista dello sviluppo e dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. La causa di questa “cattiva” fama, tra le altre cose, è da ricercarsi nella complessità del suo motore di riscrittura, nella dipendenza dal contenuto dinamico e dal codice di base più complesso rispetto ad altre piattaforme in PHP.

Non fraintendere quanto ho detto, Magento non è un cattivo CMS anzi, è la Ferrari degli eCommerce, tuttavia per ottimizzare questa macchina complessa serve un meccanico davvero bravo e competente.

Detto questo, tutti i problemi SEO associati alla piattaforma Magento possono essere risolti, basta sapere cosa sistemare e dove mettere le mani.

Indicizzazione Google Gratis


Avere un sito web non indicizzato è come avere un telefono di cui nessuno conosce il numero.

In situazioni normali Google è in grado di individuare nuovi siti web, scansionarli ed indicizzarli in totale autonomia. In altre situazioni è utile dare uno o più aiuti a Google per fargli scoprire il tuo sito e ritrovarlo nei risultati di ricerca.

Hai un sito e nessuno lo trova? Cerchi il nome della tua azienda e Google si appella al quinto emendamento? – la facoltà di non rispondere – ndr.

Non stupirti, non sei solo. Dal 2010 ad oggi mi è capitato più volte di analizzare siti web realizzati da web agency, note e meno note, che avevano “dimenticato” la tag noindex nelle pagine del sito del cliente.

Come calcolare e valutare l’indicizzazione di un sito web


Come calcolare e valutare l’indicizzazione di un sito web su Google

Quante volte ti sei chiesto (o ti hanno chiesto) se un sito web è ben indicizzato su Google? Leggi questa guida, alla fine sarai in grado di rispondere con numeri e dati analitici.

Leggi l’articolo completo: Come calcolare e valutare l’indicizzazione di un sito web

Le condivisioni social mi fanno posizionare meglio su Google?


Tutte le condivisioni sui social network non sono altro che backlink, tuttavia sono backlink taggati nofollow oppure con catene di redirezioni nascoste (vedi Linkedin).

Un link nofollow non trasmette PageRank e un redirect nascosto (bloccato da Robots.txt) non trasmette PageRank. Possiamo poi discutere sull’utilità di un link nofollow se proprio dobbiamo: meglio un backlink nofollow che non avere un backlink, non trovi?

Inoltre alcune pagine dei social non sono aperte agli spider di Google, vedi i gruppi chiusi di Facebook oppure i profili personali con privacy ristretta (ad esempio solo Sempronio vede il mio post). Una pagina chiusa agli spider non può essere utile a finalità SEO dato che Google non può leggerla.

Come migrare WordPress da HTTP a HTTPS su hosting condiviso


Questa guida spiega come migrare da HTTP ad HTTPS ed è valida per tutti i siti web in hosting condivisi, come ad esempio Register.it, Serverplan, Netsons, Godaddy, Hostgator, ecc. Il processo richiede poco tempo ma, sebbene all’apparenza possa sembrare tutto semplice, stai attento: un errore potrebbe disabilitare il sito o farlo de-indicizzare dai motori di ricerca.

Come migrare WordPress da HTTP a HTTPS su hosting condiviso

  • Prima di tutto assicurati di aver installato il certificato HTTPS oppure di averlo attivato se usi servizi come Cloudflare o simili.
  • Modifica il file wp-config.php di WordPress per forzare il login sotto SSL. Inserisci la stringa define('FORCE_SSL_ADMIN', true); salva e ricarica online il file.
  • Attiva le redirezioni da HTTP a HTTPS via file .htaccess. La stringa da inserire è la seguente (sostituisci http://www.example.com con il tuo dominio):
    RewriteEngine On
    RewriteCond %{SERVER_PORT} 80
    RewriteRule ^(.*)$ https://www.example.com/$1 [R=301,L]
  • Accedi a Impostazioni > Generali di WordPress. Modifica i campi “indirizzo sito” e “indirizzo WordPress” cambiando l’URL da HTTP in HTTPS

Finito! Il tuo sito dovrebbe essere raggiungibile solo da HTTPS e tutte le vecchie pagine saranno redirezionate alla nuova versione con URL sicuro.

Approfondimenti

Ci sono online alcune guide valide e fin troppo approfondite, se ti interessa andare più a fondo alla questione ti consiglio questi articoli: